Skip to content

Intermezzo- il libro “islam e democrazia-i Fratelli Musulmani in Egitto”

settembre 5, 2011
copertina del libro di Paolo Gonzaga: “islam e democrazia-i Fratelli Musulmani in Egitto”, ed. Ananke, Torino, maggio 2011.
Breve recensione:
Questo nuovo libro sulla rivoluzione egiziana, con prefazione di Franco Cardini, é uno dei primi ad uscire su questo importante argomento e sicuramente tra i più completi.
Innescata in qualche modo dalla vicina rivolta tunisina, quella egiziana è forse la più importante tra le rivolte arabe, data anche la centralità geo-politica dell’Egitto per gli equilibri del Medio oriente tutto. La rivoluzione egiziana (non ancora compiuta come abbiamo già scritto nell’ultimo articolo, ancora molto resta da fare….) ispirata da quella tunisina, ha poi dato il via alle altre rivolte della “primavera araba”: l’Egitto é probabilmente il paese più influente della regione.
In questo libro si studia in modo particolare il movimento islamista dei “Fratelli Musulmani”, in quanto unica organizzazione politica strutturata e realmente radicata a livello popolare, e nei vari settori della società civile egiziana, ma si parla molto di tutte le tendenze politiche che hanno un seguito in Egitto, e soprattutto di quelle che hanno contribuito a far vincere la rivoluzione. Da studioso, pertanto perseguendo la maggiore obiettività possibile, cerco di analizzare le motivazioni del successo di questa organizzazione, e perciò la sua evoluzione storica e ideologica, il ruolo giocato nella “rivoluzione” e quello odierno post rivoluzione. In questo si incrociano le pagine sui movimenti laici e di sinistra che furono il cervello e il cuore della rivoluzione egiziana, e ciò che il lettore potrà scoprire, è che aldilà della retorica dei mass-media ufficiale, esiste una generazione di giovani “ribelli” dei Fratelli Musulmani,  che ha disobbedito alla dirigenza e si è alleata con i giovani laici del movimento “6 Aprile”, ( che raccoglie tendenze comuniste, socialiste o più spesso, liberali, o più semplicemente democratiche) e ai movimenti giovanili della sinistra storica egiziana, creando le premesse per la rivoluzione.
I primi contatti tra i giovani blogger laici e di sinistra e i giovani blogger religiosi della Fratellanza, avvennero tramite il carcere, dove ebbero modo di conoscersi grazie alla spietata repressione del regime verso chiunque non obbedisse appieno alla dittatura di Mubarak o osasse criticarlo. La condivisione dell’esperienza del carcere gli permise di comprendere che le differenze che li separavano erano ben meno di quel che credessero, mentre i punti che li univano erano molti di più di quel che avessero mai pensato. Credo sia questo uno dei passaggi chiave che hanno portato ad una rivolta di popolo, che prima di tutto è stata una rivolta generazionale in un paese dove circa il 60% è costituito da giovani sotto i 25 anni.
Il movimento laico del “6 Aprile” nacque sull’onda della partecipazione e condivisione nelle lotte operaie dell’enorme distretto industriale di Mahalla, ad un’oretta e mezza di auto dal Cairo, assieme ai giovani militanti nelle organizzazioni socialiste e comuniste (e il 6 Aprile è la data della prima giornata di lotta condivisa tra studenti, giovani, in certi casi dell’alta borghesia,  e gli operai) e fu poi il motore della rivoluzione, in un’inedita alleanza tra giovani laici, giovani dei movimenti della sinistra politicizzata, giovani dei Fratelli Musulmani, per la stragrande maggioranza studenti universitari, e le masse operaie. In questo libro troverete come si erano già create le premesse per la rivoluzione con l’esperienza di “Kifaya”, (Ya basta/Ora basta), il primo cartello di opposizione ufficiale al regime di Mubarak, creato nel 2005 dal rappresentante dell’ala moderata e pragmatica dei Fratelli Musulmani, Dr. Abu al Futtuh, (oggi autocandidatosi alla Presidenza e con questa scusa, cacciato dai Fratelli Musulmani, per cui una mente libera e una personalità rispettata da tutti e amata dai giovani come Abu al Futtuh stava diventando probabilmente un ingombro), il famoso intellettuale cristiano George Ishaak, alcuni rappresentanti dell’intellighenzia di sinistra, scrittori come ‘Ala al Aswani.
I Fratelli Musulmani, che per anni hanno costituito l’alibi per il potere di Mubarak, il quale continuava a sopravvivere in funzione di garante del sistema di alleanze internazionali filo-Usa, e di presunto baluardo contro un ipotetico integralismo islamico, spesso identificato proprio con i Fratelli Musulmani, arrivarono in ritardo sulla rivolta. Inizialmente i Fratelli Musulmani erano contrari perché il loro stile conservatore, la loro attitudine al compromesso (tipica delle vecchie generazioni e del gruppo dirigente del movimento: basta vedere, e nel libro c’è una parte dedicata a questo, come si comportarono con la rivoluzione di ‘Abdel Naser e poi con Sadat),  gli impedivano di gettarsi in una rivolta dagli esiti ancora imprevedibili. Se furono coinvolti fu solo perché, i giovani del movimento si erano gettati a capofitto nella ribellione al regime di Mubarak.
Per cui si tratta di un libro sulla rivoluzione egiziana e sulle sue dinamiche, sul movimento dei Fratelli Musulmani con cui bisognerà fare i conti in ogni caso nel post rivoluzione, essendo come abbiamo detto l’unica organizzazione di massa, popolare, ben radicata all’interno della società egiziana, divisa in diverse anime e il cui posizionamento politico sarà decisivo per come sarà poi impostata tutta la campagna elettorale per le elezioni parlamentari.
Ora con la maggiore libertà di espressione presente nella società egiziana, in attesa delle prime elezioni democratiche, stanno fiorendo un gran numero di partiti e partitini. I Fratelli Musulmani hanno già formato il loro partito politico, “Hurriya wa ‘Adala” (Libertà e Giustizia) che subirà la concorrenza, oppure al contrario troverà il modo di allearsi come sembra stia accadendo in questi ultimi tempi, con le altre formazioni di matrice islamica, primi tra essi i puristi e letteralisti salafiti. I “salafiti”, favorevoli ad un’applicazione integrale della shari’ah hanno l’appoggio di una serie di “chierici” (‘ulema, fuqaha, predicatori, imam…) che li supportano con la propaganda nelle moschee soprattutto presso i livelli base più bassi).  Molti “salafiti” sono ex- appartenenti alle famose “jamaat islamiyya”, (Gruppi islamici), e come abbiamo visto nell’articolo precedente sono l’ala più pericolosa dell’islam politico, intollerante, decisi fautori della shari’ah, decisi ad imporla a tutti. Sarà molto importante il tipo di legge elettorale che verrà stabilita.
Certo ancora la strada per la realizzazione di una piena democrazia è ancora lontana, ma i segnali sono tanti, gli egiziani si sentono per la prima volta da decenni, padroni del loro destino e liberi di manifestare le proprie opinioni. Il sindacalismo é rinato, la richiesta e consapevolezza dei propri diritti aumenta ogni giorno. Di tutto questo tratta il libro, proveremo a parlarne insieme nelle prossime presentazioni, in una serie di incontri in cui cercheremo di comprendere meglio e più da vicino tutte queste dinamiche.
Il libro può essere trovato nelle maggiori librerie o, acquistato durante le presentazioni oppure ordinato a me stesso. Per averne una copia o organizzare una presentazione, scrivere a: paologonzaga70@gmail.com
Paolo Gonzaga
8 commenti
  1. Ciao Paolo,
    ci siamo visti brevemente a Piazza Tahrir in occasione della festa laica.
    La tua visione dei fratelli musulmani mi lascia perplesso. Ne ho conosciuti tanti durante la mia permanenza al Cairo, eppure mi è sembrato che si trattasse di moderati, attenti a non essere confusi con i salafiti dai quali prendevano le distanze.

    Comprerò decisamente il tuo libro. é disponibile in un online store?
    A presto
    Luciano

  2. Carissimo Luciano, mi ricordo di te, anche se ci siamo visti molto brevemente. Guarda, se leggerai il mio libro capirai che io non demonizzo assolutamente i “Fratelli Musulmani”- Però per il momento colgo un elemento: la parte riformista dei Fratelli Musulmani non ha aderito a “Hurriya wa ‘Adala”, e vi sono rimaste essenzialmente le generazioni dei Fratelli Musulmani più reazionarie, in particolar modo la prima e la terza. Abdel Mone’im Abu al Futtuh, simbolo del riformismo islamista é stato espulso (sì, dicono perché si voleva candidare alla Presidenza e i F.M hanno deciso di non candidare nessuno e quindi avrebbe disobbedito al Murshid, la Guida Suprema, Mohammad Badie e all’organizzazione, Però nello stesso discorso in cui i F.M, dicevano che non avrebbero espresso candidati alle presidenziali dicevano anche che avrebbero corso per solo il 30% dei seggi per le elezioni parlamentari. Che però nelle settimane seguenti sono poi passati al 40% e ora al 50%. L’impressione forte, dati i recenti dissidi sempre più netti fra Abu al Futtuh e la dirigenza, e l’estrema popolarità di Abu al Futtuh presso i giovani più progressisti dei Fratelli Musulmani ( e il vistoso fastidio dell’ala più conservatrice per questo rapporto così esclusivo. Abu al Futtuh suscitava ulteriore allarme nei F.M. per la sua capacità di interagire con tutti: fu tra i fondatori di “Kifaya nel 2005 assieme all’intellettuale cristiano George Ishaaq, allo scrittore laico Abu ‘Ala al Aswani e altri), é che abbiano voluto mandarlo via o comunque non si siano disperati più di tanto e non abbiano fatto proprio nulla per trattenere una tale personalità.. Nel frattempo l’ala giovanile ha fatto un suo partito, significativamente chiamato “Tayyar Masri” e non “Tayyar Islami”, cioè “Corrente/Tendenza Egiziana” e non “Corrente/Tendenza islamica”, il che ci racconta molto di quello che documento anche nel mio libro: visioni ormai inconciliabili tra i giovani più istruiti e del Cairo ed Alessandria, delle grandi città, con la vecchia guardia della ” Jama’at al Ikhwan al Muslimiin” (Fratelli Musulmani), Poi ancora la scissione di un’altra ala riformista e in contrasto con la linea dei F.M. e del loro partito ufficiale, con il partto “Al Nahda” di Al Zafarani, grande amico di Abu al Futtuh. Tutte queste frazioni e nuovi partiti che nascono dalla matrice dei F.M. perchè la Guida Suprema dei Fratelli Musulmani, Mohammad Badie, era del gruppo in galera con Sayyd Qutb, faro del salafiti, ed ha distribuito i posti di responsabilità e quelli più influenti ad altri esponenti conservatori come lui, dalla visione molto reazionaria.
    Ma la cosa che più mi preoccupa, é l’alleanza tra Fratelli Musulmani e salafiti, Nel mio libro faccio anche questa ipotesi, però pensavo che se la sarebbero giocata più sulla rivalità, ma d’altronde, da quando il campo politico si é diviso in 2 grandi blocchi c’era anche da aspettarselo. E non solo l’alleanza, ma la forte vicinanza ormai tra F.M e salafiti. I Fratelli Musulmani che aiutano gli ex-membri dei salafiti jihadisti delle “jamaat islamiyya” a registrare il loro nuovo partito, la loro condivisione di quella terribile giornata che fu il venerdì 29, giorno dello show islamista, gli incontri frequenti con i leader salafiti. Se si legge e studia bene la storia dei Fratelli Musulmani credo che ci si debba preoccupare, soprattutto se guardiamo al loro passato, sempre molto….troppo ambiguo.
    Per quanto riguarda il mio libro, lo puoi trovare in qualsiasi buona libreria, é stato distribuito i tutta Italia(e lo dico quindi a tutti coloro che leggono questo blog). Da Feltrinelli ce l’hanno sicuro (in molti mi hanno scritto e comunicato di averlo preso alla Feltrinelli in varie città differenti.) Altrimenti potete scrivermi alla mia e-mail, e posso inviarlo io stesso, fornendo al contempo le coordinate bancarie dove eseguire il bonifico. Cari saluti!

  3. Caro Paolo,
    grazie per la tua esauriente risposta. Ho già ordinato il tuo libro presso la Feltrinelli, e ahimè dovrò aspettare un’intera settimana.
    Di quel terribile venerdì ne ho ascoltato i racconti, ma conservo il ricordo della festa laica quel venerdì 12 Agosto.
    Non ci resta che sperare in una vera Medaniyya.
    Ultima domanda, c’è in programma una presentazione del tuo libro a Palermo?
    Grazie ancora
    Luciano

  4. Si potrebbe presentare a Palermo…!!!

  5. Sarah permalink

    Caro Paolo,
    volevo gentilmente sapere se questo libro tratta anche una storia dei Fratelli Musulmani come movimento durante l’occupazione inglese (quindi anche di Hassan al Banna etc) o tratta solo della loro evoluzione a partire dalla seconda metá del secolo scorso? Inoltre mi chiedo se il titolo Islam e Democrazia si riferisce al fatto che nel libro si parla anche del concetto di democrazia dell’Islam a prescindere da i FM o altri movimenti, o é un titolo che si cirscrive al processo storico in atto in Egitto adesso?
    Peccato comunque che non vivendo in Italia non potró andare alle presentazione del libro.
    saluti,

    Sarah V.L.

  6. Cara Sarah, il titolo non riesce a contenere tutto ciò di cui parlo nel libro, ma si è dovuto dare la preminenza a due degli elementi trattati con completezza nel libro: la storia dei Fratelli Musulmani e la loro ideologia, con tutte le sue evoluzioni, da Hassan Al Banna ad oggi. Inoltre poiché uno dei punti centrali del libro è il cercare di rispondere indirettamente alla domanda che aleggiava sull’Egitto prima della rivoluzione: possiamo fidarci dei Fratelli Musulmani in un quadro democratico? Ora siamo in un momento quasi democratico perciò ho pensato fosse interessante analizzarne l’ideologia per poter fornire al lettore le chiavi per rispondere a questa domanda. Inoltre poiché nel libro si parla di Egitto,la ricostruzione della storia dei Fratelli Musulmani è una ricostruzione della storia d’Egitto, essendo i Fratelli Musulmani l’attore politico-sociale principale assieme ai governi, in tutta la storia dell’Egitto moderno, é impossibile parlarne senza descrivere il paese che li circonda. L’Egitto è un paese musulmano nel suo 90%, e il binomio islam e democrazia mi sembrava poter comprendere anche questo elemento. Infine, essendo stato scritto, prima, durante e dopo la rivoluzione, voleva essere anche un modo per indicare la nuova fase democratica che l’Egitto ha cominciato a vivere e a cui dovrebbe passare completamente dopo le prime elezioni democratiche di Novembre 2011, di qui la descrizione delle dinamiche che hanno portato al successo della rivoluzione e la descrizione dei giorni e dei gruppi sia islamisti che laici, da gruppi informali a organizzazioni, partiti e sindacati, protagonisti della rivoluzione egiziana che ha cacciato Mubarak. Insomma si voleva, pur consapevole che in un titolo é difficile far stare tutto, dare cmnq. l’idea della molteplicità degli argomenti trattati, oltre a quello che appare in prima evidenza con la seconda parte del titolo. Cari saluti!
    Paolo

  7. Sarah V.L. permalink

    Caro Paolo,
    grazie della esauriente risposta. Peccato solo che adesso da lobby esterne spuntano pressioni per separare i copti dai musulmani, io sono sconvolta! In questo quadro giá complesso e delicato ci mancava solo una cosa simile, giunta chiaramente per distruggere i fragili equilibri di un Egitto millenario che non ha niente a che vedere con la situazione in Sudan- Darfur.
    Grazie ancora per le delucidazioni,
    cordiali saluti

  8. Grazie a te cara Sarah, il gioco dei militari é piuttosto chiaro. Ma io credo che l’abbiano fatta troppo grossa questa volta, perché la comunità copta ha forti legami in Usa e una lobby che la sostiene molto potente. E infatti negli ultimi giorni é tornato l’esercito ad essere accusato, sotto accusa generale, per non aver saputo proteggere i Copti e perché a quanto pare non riesca a garantire nemmeno quel minimo di ordine. Speriamo questo punto che il passaggio delle consegne sia davvero vicino, come vuole la road-map che era stata disegnata che ci indica nel 28 Novembre il primo giorno per le elezioni.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: